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IL COLPO SEGRETO PROIBITO: LA FACCIA OSCURA DEL PRINCIPIO DI COERENZA CHE NON DOVRAI USARE MAI E POI MAI

Che ti piaccia o no le armi esistono.

E, dal momento che esistono ed esiteranno sempre, possono essere usate per scopi nobili (un coltello può essere usato per cucinare e una pistola per difendere i diritti e la libertà dei cittadini di uno stato) o per scopi violenti e non etici come invadere uno stato o compiere un delitto per strada.

Ti ricorderai che nei due articoli precedenti abbiamo parlato di un principio psicologico importante: il principio di impegno e coerenza che costringe la maggior parte di noi a comportarci in modo da apparire coerenti con le nostre scelte o i nostri impegni o le nostre idee del passato. Vista la sua potenza chi conosce questo principio può utilizzarlo come un’arma pericolosissima.

Ti ho mostrato in precedenza come puoi usarlo per il bene dei tuoi pazienti.

Ma ci sono persone che ne hanno capito le implicazioni al punto di riuscire ad usarlo per fottere amabilmente il prossimo.

 

Mi ricordo molto bene quando fu usato la prima volta su di me. Giuro che mi brucia ancora adesso. Andavo alle superiori e all’uscita da scuola attraversavamo la cittadina per raggiungere la fermata dell’autobus. Non avevo tanti soldi perché i miei genitori, pur non facendomi mancare nulla, non me ne davano. Ma con qualche lavoretto extracurriculare che di solito consisteva nel sudare in una serra a strappare piante di pomodoro secche riuscivo a guadagnarmi 10 “milalire” l’ora.

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Un’ora di sudore e sangue (va bene, un po’ plateale ma prova tu a scorticarti le mani per ore sotto una serra gelata d’inverno e incandescente d’estate) uguale 10 milalire. Due ore 20 milalire.

Torniamo alla mia bruciante esperienza, camminavo col mio amico Zeppo e veniamo fermati da un losco figuro sui trent’anni che allunga la mano e pronuncia la fatidica frase che mi avrebbe reso suo schiavo per i successivi minuti:

“Ciao ragazzi, avete qualcosa contro gli ex tossicodipendenti che cercano di rimettersi in pista?” e attende con la mano protesa una stretta in cambio (allora il problema della tossicodipendenza era prevalentemente legato all’eroina quindi non fare facili ironie sulla parola pista!!).

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A quel punto nessun ragazzo con un minimo di educazione sociale avrebbe potuto esimersi dal ricambiare la stretta e rispondere:

“No.”

In quell’esatto momento eravamo entrambi fottuti perché la frase successiva del selvaggio truffatore fu:

“Bene, con i miei compagni (che non si sa dove fossero) sto raccogliendo fondi per la nostra (imprecisata) comunità di ex tossicodipendenti. Costruiamo delle penne e le vendiamo per bla bla bla….” Una marea di cazzate a seguire.

Ignare vittime del principio di coerenza alla richiesta di aiuto del finto ex tossico dipendente che consisteva nell’acquisto di una delle penne non potevamo in alcun modo dire:

“guarda fottiti avevi solo da non drogarti”

Dovevamo necessariamente mostrarci interessati al problema. Unica maniera per uscirne era trovare una scusa.

 

Questa fase della ricerca della scusa la ricordo molto bene. Zeppo fu più lesto e furbo di me:

“Guarda mi dispiace un sacco, ma non ho soldi dietro”

Io invece che, mio malgrado, a  causa della mia educazione non sono capace di mentire, ho tentato qualcosa di più sottile:

“Guarda mi dispiace ho solo 50 milalire (5 ore di scorticamento nella serra) intere”

La penna “costava” 20 milalire (allucinante ma vero!!).

A quel punto ero doppiamente fottuto perché era come se avessi detto:

“guarda sono molto interessato alla tua causa e avessi i soldi spicci ti aiuterei subito… ma ho solo una banconota da 50”

“Dai nessun problema, entro qui nel negozio e me la faccio cambiare” Mi disse lui col sorrisino di chi sapeva di aver vinto.

Il principio di coerenza mi impedì di dire cosa pensavo di lui e di quella situazione… e mi costrinse a sentirmi un coglione per giorni soprattutto perché la penna si scassò dopo poche ore appena provai ad utilizzarla.

Pochi anni dopo durante l’università mi capitò di vedere ripetuta una situazione simile più e più volte fuori dall’ospedale che ospitava la clinica universitaria. Una serie di loschi figuri sempre trentenni si piazzava con un banchetto a bloccare il passaggio per l’ingresso principale con lo scopo di fermare ogni passante e chiedere una fantomatica “firma per sostenere la nostra comunità”. Sempre finta comunità ma probabilmente tossici veri (non tanto ex).

raccolta firme

A cosa cazzo gli serviva un firma dei passanti?

A nulla se non a far prendere loro un impegno di solidarietà gratuito al quale sarebbe seguita la richiesta di denaro.

Il messaggio implicito che arrivava dopo la firma era,

“Hai firmato per sostenerci!! Ora ci neghi un piccolo sostegno economico?”

Il fatto che li vedessi davanti all’ospedale un giorno si è l’altro anche mi fa pensare che l’attività, impostata sull’uso criminale del principio di coerenza, fosse parecchio redditizia!

Non so se sei mai caduto vittima di questi giochetti disonesti, ma una cosa è certa, dopo che l’hai preso in quel posto in questo modo avrai un ricordo dell’esperienza tutt’altro che positivo.

Ora che conosci il meccanismo potrai reagire nei confronti di chi ti vuole turlupinare.

 

Ma soprattutto ricorda che ci sono molti modi in cui potresti utilizzare queste tecniche nella tua attività professionale per “chiudere” preventivi (magari ne parleremo nel prossimo post) e potresti anche, come fa qualcuno, assumere commerciali esperti nell’uso di queste tecniche… ma pensa sempre a come il paziente ricorderebbe quell’esperienza!!

A presto

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2 pensieri su “IL COLPO SEGRETO PROIBITO: LA FACCIA OSCURA DEL PRINCIPIO DI COERENZA CHE NON DOVRAI USARE MAI E POI MAI

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